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Stan Lee

Ci sono alcune parole che non sopporti di vedere scritte insieme nella stessa frase. Parole semplici, se prese singolarmente, ma che possono assumere un terribile significato quando raggruppate in un periodo. Ieri sera, tornato a casa dopo una lunga e faticosa giornata, hai acceso il monitor del PC e ti sei ritrovato senza alcun preavviso di fronte ad una di queste tremende frasi: Stan Lee è morto.

Parlare di questo argomento è difficile. Le parole sembrano inutili ed i pensieri da voler condividere sono tanti. Stan Lee è stato l’incarnazione della creatività e della fantasia. Un uomo che a 39 anni si riteneva un fallimento come scrittore, è stato in grado di dar vita a tanti eroi iconici capaci, con le loro fantastiche avventure, di far volare in alto la mente e lo spirito di tanti. Eroi così reali da riuscire a fuggire dalla ristretta “gabbia” del fumetto per insegnarci un’unica cosa: il vero eroismo non risiede nella capacità di non cedere mai di fronte al male, ma nella consapevolezza che rialzarsi sempre nonostante tutto è la cosa giusta da fare.

“I used to be embarrassed because I was just a comic-book writer while other people were building bridges or going on to medical careers. And then I began to realize: entertainment is one of the most important things in people’s lives. Without it they might go off the deep end. I feel that if you’re able to entertain people, you’re doing a good thing.”

In queste sue parole, Stan ha riassunto perfettamente una delle lezioni morali più importanti racchiuse nei suoi albi: l’importanza del senso d’obbligo. L’intrattenimento ha un grande ascendente sulla vita delle persone e riuscire ad influenzare l’esistenza di così tanti individui attraverso la carta del fumetto, deve essere sempre stato per lui motivo di grande orgoglio.

Come tanti altri ammiratori conservi nel cuore tante storie, tante parole scritte a fiumi dentro quelle nuvolette capaci di donare una voce a personaggi di fantasia a volte così complessi da sembrare veri. Stan Lee è stato in grado di regalarti tante lezioni di vita che porterai con te, per sempre. Una delle più belle è certamente quella racchiusa nelle vecchie pagine di “The Amazing Spider-Man #33 – The Final chapter”.

Peter è stremato. Si ritrova solo, sepolto sotto tonnellate di macerie e detriti. Ad un passo da lui, poco oltre la portata del suo braccio, la fiala con il siero capace di salvare la vita di zia May. In un primo momento esita: l’acqua presto riempirà il luogo dove si trova intrappolato trasformandolo nella sua tomba per l’eternità. È una situazione senza via d’uscita, senza possibilità di vittoria.

Peter pensa a suo zio Ben, il senso di colpa che lo ha portato ad indossare quella maschera, e capisce che non può permettere che la storia si ripeta. Spider-man sa che i suoi poteri e le sue incredibili capacità sono non solo un grande privilegio, ma anche una terribile responsabilità. Perché se possiedi una virtù, per poterla definire tua di diritto, devi prima di tutto essere in grado di guadagnartela. È la consapevolezza di dover dimostrare di essere degno che guida l’eroe nell’impresa. Dopotutto le battaglie che contano davvero sono proprio quelle in cui il nostro carattere e la nostra volontà vengono messi a dura prova.

Non dimenticherai mai insegnamenti come questo e, finché continueranno ad esistere i mondi immortali da lui creati, sei convinto che anche Stan Lee riuscirà a vivere per sempre.

Ciao Stan. Arrivederci al tuo prossimo, grande cameo.

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Alessandro

Alessandro. Spartan. Jedi Knight. Keyblade Master.

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